ATTENZIONE AI PROFILI FAKE CHE IMITANO FONDO EUROFER! Non chiediamo mai via social/chat: password, codici OTP, IBAN o pagamenti. Verifica sempre che la comunicazione arrivi da fondoeurofer.it. Se hai dubbi, non cliccare link sospetti. Puoi saperne di più leggendo questo articolo.
Cerca

Rendimenti del quarto trimestre 2025 del Fondo Eurofer

Nel quarto trimestre dell’anno tutti i comparti del Fondo Eurofer hanno avuto rendimenti positivi, Garantito +0,46%, Bilanciato +1,15% e Dinamico +2,13%.
Da inizio anno i rendimenti sono rispettivamente pari al 2,38% per il Garantito, 3,92% per il Bilanciato e 7,60% per il Dinamico.

Questi risultati sono dovuti all’andamento positivo dei mercati azionari e della componente più rischiosa (“high yield”) dei mercati obbligazionari. Nel trimestre gli indici azionari hanno tutti avuto rendimenti più contenuti e più omogenei rispetto ai precedenti nove mesi, e compresi fra un minimo del 2,87% per l’indice globale delle azioni a bassa capitalizzazione (“small cap”) e un massimo del 5,13% dell’indice delle azioni dell’area dell’euro.

Da inizio anno i rendimenti sono a due cifre per area dell’euro (+23,8%), azioni dei mercati emergenti (+17,7%) e azioni globali con rischio di cambio coperto (+16,7%). Gli indici globali con rischio di cambio aperto hanno sofferto della debolezza del dollaro, che nel corso dell’anno si è svalutato contro euro dell’11,6%. L’indice delle azioni a larga capitalizzazione e quello “small cap” hanno avuto comunque rendimenti positivi, rispettivamente del 6,8% e 5,7%.

Gli indici obbligazionari hanno avuto rendimenti nel trimestre tutti positivi e pari a 0,47% e 0,44% (indici governativo e aggregate euro 1-3 anni), 0,02% (indice globale titoli di Stato), 0,25% (indice obbligazionario globale “investment grade”) e 1,80% (indice obbligazionario globale “high-yield”).
Ricordiamo che gli indici obbligazionari globali utilizzati per i benchmark di Eurofer sono a cambio coperto.

Da inizio anno i rendimenti sono tutti positivi, e compresi fra un minimo dell’1,36% per l’indice globale dei titoli di Stato e un massimo del 7,81% dell’indice globale “high yield”. Il rendimento contenuto dell’indice globale dei titoli di Stato è dovuto al movimento diverso delle sue componenti.

Mentre infatti nel corso dell’anno il rendimento dei titoli di stato americani è rimasto sostanzialmente invariato, il 2025 ha registrato un significativo aumento dei rendimenti in Giappone e nell’area dell’euro, con conseguente discesa dei prezzi e dunque di questa componente dell’indice.

Nell’ultimo trimestre il rendimento dei titoli di stato giapponesi è salito di circa 40 pb e nel corso dell’anno di circa 1 punto, fino al 2,10%. Con il 3,48% il rendimento del titolo giapponese a 30 anni è ora superiore a quello tedesco (3,42%). Nell’area dell’euro il rendimento del titolo di Stato tedesco a 10 anni è salito di circa 40 pb. Nonostante l’aumento del livello dei rendimenti nell’Eurozona, il differenziale di rendimento fra BTP e Bund a 10 anni nel corso del trimestre si è ulteriormente ridotto, passando da 85 a 69, livello minimo dal 2010.

La componente delle obbligazioni societarie globali, sia “investment grade” sia “high yield”, è stata sostenuta delle condizioni molto positive delle società e dall’andamento favorevole dei mercati azionari, portando perciò il rendimento dell’indice “global aggregate” investment grade (che comprende sia titoli di Stato sia obbligazioni societarie) al 2,7%.

Negli Stati Uniti, la crescita economica ha mostrato una sorprendente tenuta nel corso del 2025, sostenuta principalmente dalla solidità dei consumi e dal forte ciclo di investimenti legati all’intelligenza artificiale.
Nonostante un progressivo raffreddamento del mercato del lavoro, la domanda interna rimane robusta e l’inflazione core è in fase di normalizzazione. Questo ha consentito alla Federal Reserve di avviare una fase di tagli dei tassi, creando un contesto favorevole per gli asset di rischio.

Nell’area Euro, dopo una fase di stagnazione, gli indicatori anticipatori segnalano una possibile accelerazione dell’attività economica nel corso del 2026. Il supporto fiscale, in particolare in Germania, e il progressivo allentamento delle condizioni finanziarie dovrebbero favorire una ripresa degli investimenti e dei consumi.
L’inflazione, seppur ancora sostenuta nei servizi, è attesa in calo nel medio termine.

La Cina rimane invece l’area di maggiore complessità. Le politiche di stimolo hanno finora mitigato il rallentamento ciclico, ma non sono sufficienti a invertire le tendenze strutturali di decelerazione.

Il quadro delle politiche monetarie rappresenta uno degli elementi chiave a supporto dei mercati. La Federal Reserve ha intrapreso un percorso di graduale riduzione dei tassi, mentre la Banca Centrale Europea, pur mantenendo un atteggiamento prudente, beneficia degli effetti ritardati dell’allentamento già implementato.

Questo contesto favorisce un progressivo miglioramento delle condizioni finanziarie, riducendo il costo del capitale e sostenendo le valutazioni degli asset rischiosi, in particolare delle azioni.

Dal punto di vista geografico, il buon andamento degli indici dell’area dell’euro ed europei riflette la crescente preferenza per l’Europa.

Negli Stati Uniti il mercato rimane supportato da una crescita economica superiore alla media delle economie sviluppate. Tuttavia, l’approccio negli ultimi mesi è diventato più selettivo, con una maggiore attenzione ai titoli ciclici, “value” e alle small e mid cap, che potrebbero beneficiare maggiormente di un contesto di tassi in calo. Nel comparto tecnologico l’intelligenza artificiale continua a rappresentare un tema strutturale, ma con una leadership più diffusa lungo la catena del valore.

L’inizio del 2026 si colloca in una fase di transizione del ciclo economico globale, caratterizzata da una crescita più resiliente del previsto, da un graduale rientro delle pressioni inflazionistiche e da un orientamento delle politiche monetarie sempre più accomodante.

Condividi su

Articoli correlati

I nuovi limiti della prestazione in capitale 2026

I nuovi limiti della prestazione in capitale 2026

Fondo Eurofer offre ai propri iscritti opzioni flessibili per l’erogazione della prestazione pensionistica, con l’obiettivo di garantire trasparenza e chiarezza

Selezione personale amministrativo

Selezione personale amministrativo

Il Fondo Pensione Eurofer (Fondo Pensione Nazionale a Capitalizzazione per i lavoratori delle Ferrovie dello Stato), con sede in Roma,

Chiusura contact center e sospensione temporanea funzionalità

Chiusura contact center e sospensione temporanea funzionalità

Si informa che il contact center sarà chiuso venerdì 2 gennaio 2026 e nei giorni festivi. Si informa altresì che,

Risultati scrutinio elezione dei delegati dell’Assemblea del Fondo Eurofer

Risultati scrutinio elezione dei delegati dell’Assemblea del Fondo Eurofer

In conformità a quanto previsto nel Regolamento elettorale, si informa che il Comitato Elettorale Unico, in data 10 dicembre 2025,