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RIPARTIZIONE VS CAPITALIZZAZIONE INDIVIDUALE

Nel corso della vita lavorativa, ciascun lavoratore versa al sistema previdenziale i contributi che verranno poi utilizzati per finanziare le prestazioni pensionistiche al termine della carriera.

In Italia, il “tema pensioni” suscita spesso dibattiti tra gli esperti e i politici. Comprendere le dinamiche di funzionamento del sistema pensionistico diventa fondamentale per conoscere i dettagli di questo importante aspetto del nostro Paese. Nel sistema pensionistico italiano esistono due approcci principali: il sistema a ripartizione (che regolamenta il funzionamento del sistema pubblico o detto anche “primo pilastro”) e il sistema a capitalizzazione (relativo, invece, al funzionamento dei fondi pensione o “secondo pilastro”).

La differenza tra i due sistemi è netta ed entrambi presentano caratteristiche specifiche che è bene conoscere. Per questi motivi, nelle righe che seguono, approfondiremo il loro funzionamento, analizzando quali sono i loro principali punti di forza ed eventuali punti di debolezza.

Il sistema a ripartizione: caratteristiche e funzionamento

Il sistema a ripartizione si basa sul principio della solidarietà tra le generazioni: in questo sistema, obbligatorio e oggi gestito interamente dell’INPS, i contributi dei lavoratori attuali vengono utilizzati per finanziare i trattamenti pensionistici dell’anno in corso.

In altre parole, si tratta di un meccanismo di ripartizione in cui il denaro versato dai lavoratori non viene accumulato personalmente, bensì redistribuito per finanziare le pensioni degli aventi diritto nel medesimo anno. È proprio per questo motivo che si parla di sistema basato sulla “solidarietà tra le generazioni”, in quanto i lavoratori attuali contano sulla successiva generazione di lavoratori per finanziare le loro pensioni.

Nel sistema previdenziale a ripartizione l’attuale calcolo dell’importo delle pensioni si basa sul metodo contributivo. I lavoratori accumulano crediti previdenziali in base ai contributi versati durante la loro carriera lavorativa e relativa rivalutazione e, arrivata l’età pensionabile, vedono riconoscersi un importo pensionistico che dipende anche dalla durata del periodo contributivo.

Uno degli aspetti più delicati di questo sistema è rappresentato dagli squilibri finanziari causati da cambiamenti demografici. Con l’invecchiamento della popolazione e il calo della natalità (che nel 2023 ha toccato un nuovo minimo storico, con un saldo naturale di -320mila unità), il numero di lavoratori attivi diminuisce rispetto al numero di pensionati che, per effetto del meccanismo del “patto tra generazioni”, crea una pressione finanziaria sul sistema. Semplificando, a seguito di queste dinamiche demografiche i contributi versati potrebbero non essere più sufficienti a pagare le prestazioni, rendendo necessari interventi statali per finanziare le prestazioni. 

Con questo sistema, quindi, non esistono “conti individuali” e i lavoratori dipendono interamente dal sistema previdenziale e non avendo un controllo diretto sulle proprie prestazioni previdenziali future.

Il sistema a capitalizzazione individuale: cos’è e come funziona

Nei sistemi a capitalizzazione individuale i lavoratori accumulano in un “conto previdenziale personale” le risorse per la futura pensione. Tali risorse vengono investite nei mercati finanziari per ottenere un rendimento nel corso degli anni; l’importo finale della pensione (corrisposta attraverso assegni pensionistici “integrativi”) dipende esclusivamente dall’ammontare versato e dall’andamento dell’investimento.

Eurofer è basato come tutti i fondi pensione negoziali italiani sul sistema a capitalizzazione individuale. Ecco, quindi, che l’entità della prestazione pensionistica rilasciata dal fondo è commisurata ai contributi versati al fondo stesso, ai rendimenti conseguiti nella gestione del patrimonio e al valore attuale della posizione individuale di ciascun aderente alla data di erogazione della prestazione pensionistica.

Il sistema previdenziale a capitalizzazione offre diversi vantaggi. Innanzitutto, questo sistema si caratterizza per la maggiore flessibilità: i lavoratori hanno la possibilità di accumulare riserve personali per la pensione integrativa e di gestire autonomamente i propri investimenti. In più, possono scegliere le diverse opzioni di investimento e beneficiare dei rendimenti che i mercati finanziari possono offrire nel corso degli anni.

Un altro vantaggio riguarda la minore probabilità che, al momento della pensione, si verifichi uno squilibrio finanziario tra entrate e uscite: la prestazione pensionistica integrativa, infatti, si basa sulla contribuzione effettivamente versata, senza rischio di rivalutazioni come avviene nel sistema a ripartizione.

La differenza più evidente, però, è che il fondo pensione non utilizza le risorse degli associati per finanziare sé stessa o altre prestazioni. Il finanziamento delle attività del fondo avviene mediante la quota associativa versata da lavoratori ed aziende associate. 

Nessun rischio per l’iscritto, quindi, se non quello legato alla gestione dell’investimento finanziario; le fluttuazioni dei mercati, infatti, influenzano le prestazioni pensionistiche e, per questo motivo, è fondamentale prendere decisioni consapevoli sulla scelta del comparto di investimento.

L’offerta previdenziale di Eurofer è costituita da una pluralità di opzioni di investimento, ciascuna caratterizzata da una determinata combinazione tra rischio e rendimento. Per maggiori informazioni, è possibile consultare la sezione “Gestione Finanziaria” nel sito www.fondoeurofer.it.

Il fondo pensione può fallire?

Come detto, non utilizzando le risorse degli associati per finanziare sé stesso o altre prestazioni, il fondo pensione non può fallire. La normativa stessa lo dice ed in particolare l’art 15 comma 5 del D.Lgs. 252/05 che recita: «Ai fondi pensione si applica esclusivamente la disciplina dell’amministrazione straordinaria e della liquidazione coatta amministrativa, con esclusione del fallimento».

Il sistema a capitalizzazione individuale, quindi, offre massima tutela per gli iscritti e per il loro risparmio previdenziale.

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